Market Flash, 21 novembre 2025
PEPE NERO E BIANCO
In sintesi
Le esenzioni dai dazi doganali statunitensi ripristinano la fiducia del mercato. Gli Stati Uniti hanno ufficialmente esentato il pepe nero e bianco, insieme alla maggior parte delle altre spezie, dai dazi doganali. Questo sviluppo offre un notevole sollievo al commercio globale di spezie. Il sentiment del mercato è notevolmente migliorato poiché la rimozione delle barriere tariffarie si applica uniformemente a tutte le origini, tra cui Vietnam, Brasile e India.
L’analisi dei fondamentali porta, tuttavia, a concludere che l’attuale fase di relativa stabilità possa modificarsi presto in una tendenza rialzista per una serie di fattori elencata nell’articolo.
Prezzi del pepe in Vietnam saliti del 2%.
I prezzi delle materie prime in Vietnam sono aumentati di circa il 2% questa settimana, riportando il mercato ai livelli di prezzo osservati all’inizio del 2025. Nel corso dell’anno, il pepe è stato scambiato in un intervallo relativamente ristretto di ±15% rispetto ai livelli odierni. Questo andamento conferma che, dopo il forte aumento del 2024, il mercato continua a consolidarsi piuttosto che a seguire una tendenza decisa in entrambe le direzioni.
Prospettive globali e dinamiche strutturali del mercato
Dati IPC 2026: stabilità… sulla carta.
Al congresso IPC del mese scorso, sono stati presentati i dati preliminari relativi a produzione, consumi e scorte di riporto per il 2026. Queste stime rispecchiano fedelmente i dati dell’anno scorso, suggerendo che non vi saranno cambiamenti drastici da un punto di vista puramente statistico. Se ci si basasse esclusivamente su queste proiezioni, il mercato dovrebbe rimanere relativamente stabile. Tuttavia, i fondamentali sottostanti raccontano una storia più complessa.
Cina: il potenziale punto di svolta per il 2026
I volumi delle importazioni cinesi hanno iniziato a riprendersi dopo un prolungato periodo di calma, ma le indicazioni suggeriscono che il paese stia ancora importando al di sotto della sua piena capacità.
Ciò nonostante, qualsiasi aumento significativo degli acquisti cinesi potrebbe rapidamente modificare le dinamiche del mercato. Storicamente, il rientro della Cina nel mercato su larga scala ha innescato significativi movimenti al rialzo dei prezzi. Lo stesso potrebbe verificarsi nel 2026 se le condizioni dovessero migliorare o se iniziasse il rifornimento strategico delle scorte.
Europa e Stati Uniti: scorte limitate e acquisti alla giornata
In Europa e negli Stati Uniti, le scorte appaiono più ridotte del solito. Gli elevati livelli di prezzo hanno reso gli acquisti tramite container più dispendiosi in termini di capitale, portando molti acquirenti, soprattutto i piccoli importatori, a fare maggiore affidamento sugli acquisti spot.
Questo spostamento riduce la copertura a termine e può portare a movimenti di prezzo più bruschi a breve termine in caso di picchi di domanda, riducendo potenzialmente la disponibilità nei momenti critici.
I paesi produttori devono affrontare costi crescenti
Le pressioni sui costi nelle principali origini continuano ad aumentare:
- Il Brasile si trova ad affrontare una forte carenza di manodopera, con un conseguente aumento dei costi di raccolta e lavorazione.
- Il Vietnam sta attraversando una trasformazione economica, con la manodopera che si sta spostando dall’agricoltura verso i settori manifatturiero e tecnologico.
- Colture concorrenti come caffè, durian e cacao offrono rendimenti interessanti, sottraendo terreni e risorse al pepe.
- La scarsità di terra e manodopera sta aumentando i costi di produzione in generale.
Questi problemi strutturali creano una tendenza inflazionistica che difficilmente si attenuerà nel prossimo futuro.
Prospettive per il 2026: un contesto non chiaro ma con una forte componente di incertezza. L’incertezza geopolitica ed economica limita il rialzo, per ora.
Il contesto geopolitico e macroeconomico più ampio rimane instabile. La lenta crescita globale, la debole attività industriale nelle principali economie e le tensioni geopolitiche hanno collettivamente agito da freno al rialzo dei prezzi. Queste forze stanno attualmente impedendo al pepe di realizzare quello che consideriamo il suo maggiore valore intrinseco.
Previsione: Maggiore probabilità di un mercato più sostenuto nel 2026
Nonostante le incertezze, una valutazione equilibrata indica una maggiore probabilità di un mercato più sostenuto nel 2026, piuttosto che una significativa correzione al ribasso. I principali fattori di supporto includono:
- Potenziale accelerazione degli acquisti cinesi
- Scarse scorte nelle catene di fornitura nei mercati occidentali
- Aumento dei costi di produzione e concorrenza per le risorse agricole
- Crescita limitata della produzione rispetto a un consumo globale stabile o in miglioramento
- Un contesto normativo più rigoroso
Conformità, sostenibilità e pressione inflazionistica
I requisiti normativi, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa, stanno diventando sempre più severi. Il rispetto degli standard di sicurezza alimentare, tracciabilità, limiti per i pesticidi e sostenibilità richiede investimenti sostanziali lungo tutta la filiera. Queste norme più severe, unite alle esigenze di sostenibilità e di documentazione basate sui criteri ESG, introducono costi aggiuntivi che in ultima analisi sostengono prezzi più elevati a lungo termine.
Conclusione
Sebbene i dati principali di domanda e offerta suggeriscano stabilità, il panorama strutturale più profondo indica un graduale rafforzamento. Le esenzioni dai dazi negli Stati Uniti hanno rafforzato la fiducia, mentre la ripresa dei prezzi in Vietnam segnala una resilienza di fondo. La riduzione delle scorte nei mercati occidentali, l’aumento dei costi di produzione e i potenziali cambiamenti nell’attività di importazione della Cina contribuiscono ad aumentare la tensione al rialzo.
Data la combinazione di pressioni inflazionistiche, inasprimento normativo e vincoli dal lato dell’offerta, la probabilità di un mercato del pepe più sostenuto nel 2026 appare maggiore di quella di una brusca correzione al ribasso.
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